Natura - Il Bosco Officinale


Un'amorevole cura delle nostre piante
al servizio del tuo benessere
nel pieno rispetto della Natura.
I tuoi acquisti
Vai ai contenuti
Ri-Sana mix: non solo acque aromatiche
Più di un'acqua aromatica, un prodotto dalle innumerevoli doti!
Pubblicato da il Bosco Officinale - 25/4/2020
ERIDREN: il tuo alleato per tutto l'inverno
Pubblicato da il Bosco Officinale - 8/1/2020

Natura

Vieni da noi
Percorsi nella Natura...
Boscone della Mesola

La formazione del Boscone della Mesola - denominato anche Bosco della Mesola o Gran Bosco della Mesola - risale all'anno Mille circa. Sorse su cordoni dunosi, ora ricoperti principalmente da lecci e separati da depressioni interdunali con bosco igrofilo.

Nel 1490 il Bosco fu acquistato dai duchi d'Este come riserva di caccia personale e rimase loro bene allodiale fino al 1758 (1771?), quando passò alla casa d'Austria, poi allo Stato Pontificio e nel 1919 alla Società per la Bonifica dei Terreni Ferraresi. Nel 1954 fu acquistato dall’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. Da allora è gestito dal Corpo Forestale dello Stato. L'accesso per la visita è regolamentato.

 
In origine molto ampio, nel XIX secolo la superficie era ancora di oltre 2.200 ettari, oggi comprende 1.058 ettari, all'interno della quale è compresa la Riserva Naturale Integrale "Bassa dei Frassini-Balzanetta" di 222 ettari.

 
Fauna: La specie arborea dominante è il leccio (Quercus ilex) - simbolo del Bosco - alla quale si aggiungono oltre 400 altre specie di piante censite, soprattutto il frassino, il carpino e varie specie di arbusti.
 
 
La fauna: In epoca estense il Bosco era popolato da abbondante selvaggina, come  daini (Dama dama), cervi (Cervus elaphus), caprioli (Capreolus capreolus) e cinghiali (Sus scrofa). Il daino fu introdotto a scopo di caccia. Il cervo, seppur presente in un numero molto limitato, è l'unico nucleo autoctono di cervo della penisola italiana e l'ultima testimonianza superstite dei cervi della Pianura padana orientale. Sono numerosi i colombacci e i picchi.
 
Taglio della Falce
 

Il canneto palustre di circa 200 ettari rappresenta l'unica zona umida contigua al bosco della Mesola. Di fatto si pone fra il Bosco della Mesola e la pineta di Volano. Offre rifugio a numerose specie di uccelli palustri.
 
 
Bosco di Santa Giustina o Bosco della Fasanara

 
Si trova a nord del Bosco della Mesola, fra l'abitato di Santa Giustina e il Po di Goro ed ha un'estensione di circa 102 ettari.

 
Presenta caratteristiche vegetazionali simili al Boscone. Presenta leccio, farnia, frassino, carpino. Il sottobosco è rappresentato da fillirea, ginepro, ligustro, frangola, biancospino. L'avifauna è data soprattutto da tordi, colombacci, fringuelli, fagiani e merli.  Si segnala la presenza della testuggine di Herman e, fra i mammiferi, la lepre e la donnola.

 
È proprietà della Regione Emilia Romagna con gestione della Provincia di Ferrara.
Torna ai contenuti